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giovedì 4 ottobre 2012

Strumenti di diffusione della musica


Mangiadischi


Disco a 45 giri


Giradischi


Grammofono



















































Musica rinascimentale

Il termine “musica rinascimentale” definisce la musica colta, composta in Europa tra il XV e XVI secolo.
Nel Rinascimento, mentre giunge a maturità la polifonia vocale, si intensificano i processi che porteranno alla definitiva affermazione della musica strumentale come espressione artistica autonoma. Lo sviluppo della polifonia determina il nascere di nuovi strumenti in grado di accordarsi ai vari, definiti, registri vocali.
Il liuto, con le varianti arciliuto, tiorba, chitarrone, domina incontrastato nelle corti; nuovi strumenti vengono costruiti applicando una tastiera al salterio: il cembalo, il virginale, il clavicordo.
In questo periodo si affermano la Frottola, il Madrigale, il Mottetto e la Messa.
La Frottola è una composizione di genere popolaresco, di solito a quattro voci; nata in piazza e fiorita nelle corti italiane, si evolve nel Madrigale polifonico, una forma più artistica, basata su testi di autorevoli poeti e rispettosa della metrica. Tra i più grandi madrigalisti italiani dobbiamo, assolutamente, ricordare Gesualdo da Venosa e Claudio Monteverdi. Il Mottetto, in origine di carattere profano, diventa di genere religioso quando i polifonisti attingono a testi biblici o evangelici. La Messa polifonica è una forma musicale di ampio respiro; comprende tutte le parti della liturgia in lingua latina, l’esecuzione è vocale ed è denominata “a cappella” facendo riferimento alla sede in cui si disponevano i cantori.
Le musiche sono generalmente composte per quattro voci, soprano, alto, tenore, basso e sono eseguite da complessi vocali con o senza accompagnamento; iniziano a formarsi anche complessi solo strumentali organizzati per “famiglia” (fiati, archi). La nascente musica strumentale, che dalla polifonia vocale assimila la struttura, acquisisce dai movimenti della danza i contenuti ritmici e dinamici che le consentono di potersi proporre e affermazione come espressione artistica a sé stante. I vari ritmi lenti e veloci che si alternano nelle composizioni musicali danno poi il nome ai movimenti che noi conosciamo come Suite, Partita e Sonata.
L’avvento della stampa rappresenta un formidabile propellente per la divulgazione e la conoscenza della musica; nascono trattati musicali, raccolte monografiche e antologiche, metodi didattici.
Nel 1511, a Basilea, si pubblica l’opera del monaco Sebastian Virdung “Musica getusch und angezogen”, che descrive gli strumenti dell’epoca e li classifica in base al modo di riprodurre i suoni. Un altro importante trattato è “Musica instrumentalis deudsch” di Martin Agricola, pubblicato nel 1529. Ricordiamo ancora il “Fronimo” di Vincenzo Galilei, pubblicato nel 1568 per lo studio del liuto. È notevole, poi, l’importanza dell’opera di Michael Praetorius: “Sintagma Musicum”, un trattato in tre volumi destinato soprattutto ai musicisti ed ai costruttori di strumenti musicali; caratteristica unica di quest’opera è il supplemento “Theatrum instrumentorum seu Sciagraphia”, dedicato alla raffigurazione degli strumenti musicali attraverso una serie di accuratissime xilografie.
Nel Rinascimento, la musica profana è soprattutto musica di corte. Spicca in questo periodo la figura del mecenate. Il “signore” ospita e mantiene alla sua corte letterati, musicisti, pittori per tenere alto il prestigio della casata. Le corte dei Medici, dei Visconti, degli Estensi, dei Gonzaga e dei Montefeltro sono centri di esecuzione musicale e diventano punto di riferimento per tutti i musicisti d’Europa. È il periodo delle “Accademie” che, sotto nomi diversi, riuniscono scienziati e artisti. Giova mettere in evidenza la “Camerata de’ Bardi” o “Camerata Fiorentina”: da essa trae origine una nuova forma di rappresentazione teatrale, il “recitar cantando”. I versi del poeta Ottavio Rinucci sono messi in musica da Jacopo Peri e Giulio Caccini: è questo il primo germe del teatro musicale moderno.
La musica sacra trova i massimi riferimenti nelle sedi di Roma e Venezia. Alla Scuola Romana sono legati musicisti della Santa Sede e della Cappella musicale pontificia; lo stile riflette ancora la tradizione gregoriana e vede in Giovanni Pierluigi da Palestrina il suo più grande e significativo rappresentante. La Scuola Veneziana, sorta presso la Basilica di San Marco, instaura uno stile innovativo con l’apporto di musicisti fiamminghi e veneziani. Adriano Willaert, ma soprattutto Andrea e Giovanni Gabrieli, zio e nipote, adottano la tecnica dei “cori battenti” (disposizione contrapposta e sovrapposta di voci) per creare effetti sonori di grande solennità.
Alla fine del 1500, mentre stiamo per entrare nel periodo barocco, il trattato “De Institutioni Harmonicae” del veneziano Gioseffo Zarlino, codifica in  maniera definitiva le regole dell’armonia con la suddivisione dell’ottava in intervalli di dodici toni; un sistema basato su scale di maggiore e minore che è alla base del moderno sistema musicale.

martedì 25 settembre 2012

IL Grammofono

        Il giradischi o grammofono è stato il sistema di registrazione e, soprattutto, di riproduzione di suoni più utilizzato a partire dal 1870 fino agli anni ottanta del Novecento.
Il fonografo, suo "antenato" ideato da Edison, utilizzava cilindri incisi ed è stato anche il primo sistema in assoluto in grado di registrare suoni. Il nome fonografo deriva dal greco e significa scrittore di suono.

Il primo fonografo
 Thomas Alva Edison annunciò l'invenzione del fonografo il 21 novembre 1877 e ne diede una dimostrazione pratica il 29 novembre. Il brevetto venne depositato il 19 febbraio 1878.
I primi fonografi di Edison usavano come supporto di registrazione un cilindro e sfruttavano un movimento verticale dello stilo. La pressione sonora era tradotta in profondità di incisione del solco. Successivamente si dimostrò possibile registrare su un tracciato a spirale su un disco, ma Edison si concentrò sul cilindro perché questo offriva una velocità tangenziale costante, che Edison riteneva "scientificamente corretta".
Il brevetto di Edison prevedeva che il suono venisse impresso (embossed). Fu solo nel 1889 che la registrazione per incisione (engraved) fu brevettata da Bell e Tainter. Successivamente fu utilizzata la modulazione laterale del solco da parte di Berliner.